FOOD ECONOMY

Buongiorno a tutti amici di ZWIN, come state? Oggi volevo scrivere due righe su un mio pensiero che gia da un po mi passa per la testa. Io sono un comune cittadino che vive in maniera normale, e come la maggior parte delle persone usufruisco dei supermercati per fare la spesa. Più o meno potremmo dividere la categoria di essi in due porzioni : i discount e quelli nel giro della grande distribuzione. Ognuno ha una propria linea di prodotti, piu poi vari brand di altre aziende.

Da un punto di vista qualitativo, direi che facendo una giusta analisi e varie prove, un cliente potrebbe riempire il suo carrello sfruttando i prodotti migliori sia di una che dell’altra tipologia. Perché in ogni catena si possono trovare i prodotti di punta. Anzi forse nel discount se facessimo un analisi delle filiere di produzione scopriremmo dei segreti molto interessanti. Molte aziende quotate magari utilizzano queste industrie per fasi della produzione, per cui a monte le origini a seconda del brand non sono tanto distanti, per non dire le stesse.

Una prima analisi però che voglio condividere, è il costo della catena distributiva, dove se esistono piu passaggi per arrivare al consumatore, questi ne influiscono sul prezzo. Per cui sicuramente individuare il supermercato che arriva diretto al consumatore fa si che nel prezzo che andremmo a pagare, avremmo più qualità. E’ questo io lo vedo come un fattore strapositivo.

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Poi un altro fattore che dobbiamo tenere presente e in che modo queste strutture, o i prodotti sugli scaffali si fanno pubblicità? Chiaro che uno spot televisivo, trasmesso sulle reti di punta permette di avere un maggior risultato, ma a che costo? Chi paga i personaggi famosi che fanno gli spot, le messe in onda durante le trasmissioni.

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qui allego una tabella dei costi degli spot presa da https://www.tvdigitaldivide.it il prezzo si intende a passaggio televisivo, per cui se uno spot passa 20 volte al giorno bisognerà fare la somma in base alle fasce orarie e tipo di programma.

Quindi oltre ai costi della catena distributiva, bisogna aggiungere i costi pubblicitari che influiscono sul prezzo e quindi sul valore del prodotto. Se una confezione di biscotti normale distribuito in una catena Discount ha un valore di vendita di 1,50€, contro un biscotto che magari e distribuito nella Grande distribuzione e lo si compra perché si e visto lo spot e lo paghiamo 2,40: secondo voi i 90 centesimi di differenza sono qualità o costi?

Un altro triste fattore lo gioca tutto il mondo delle tassazioni, e costi del lavoro dove magari la piccola cooperativa che produce i pomodori tipici di una determinata zona, non riesce ad essere in linea coi prezzi per via dei costi e sovra paghi la qualità che ci farebbe anche bene. Incentiviamo queste realtà e uniamoci nel chiedere degli aiuti perchè sono importanti per la nostra idendità e fondamentali per il futuro. Bisognerebbe avere un giusto mix e magari permettere anche a loro di venire a contatto con filiere distributive che li possono aiutare, rispettando i loro costi che devono essere giusti.

Fa male vedere servizi alla televisione dove agricoltori distruggono i loro raccolti, perchè i costi superano gli utili, magari imposti da persone che stanno dietro una scrivania e non sanno cosa vuol dire coltivare la terra. E notizia quasi di ogni anno ad esempio il costo delle mele, che vengono comprate dal produttore a meno di 10 centesimi al chilo, quanto lui come costi ne ha il doppio. E cosa ancora più assurda poi noi le acquistiamo a non meno di 1,50€ al kilo : chi si mangia tutti i soldi? Non sarebbe meglio incentivare il produttore a migliorare la sua produzione, curare il meleto pagandogli il giusto valore che lo incentivi a migliorare.

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Il negozietto sotto casa, magari con una signora che ci ha visto crescere alla fine è piu o meno caro rispetto al supermercato? La materia è un tema molto ampio di analisi di costi, capacità di acquisto e tanto altro. Ma siccome noi siamo i consumatori finali, e ne va di mezzo la nostra salute possiamo pretendere di avere una miglior qualità sulle nostre tavole. Facciamoci portatori del KM zero, riapriamo le latterie sociali nelle nostre zone, ricerchiamo prodotti unici.

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