GIU AL NORD

Ciao a tutti amici di ZWIN, come stiamo? come procede la vostra estate? oggi voglio parlarvi di un film che ho visto l’altra sera, che ha sviluppato in me una riflessione. Il film si chiama “Giù al Nord”, dal francese Bienvenue chez les Ch’tis, del primo decennio del 2000, in Italia è stato preso di ispirazione per Benvenuti al Sud. Racconta la storia di un direttore di posta, Philippe, che abita nel sud della Francia, viene trasferito al Nord a dirigere un piccolo ufficio di una cittadina dopo Calais. Il personaggio entra in crisi perchè condizionato da tutti gli stereotipi che hanno le persone del Sud verso il Nord. Inizia a pensare al freddo, all’ignoranza che andrà incontro e alle difficoltà della lingua. Tutto pieno di timori parte verso questa nuova avventura.

Arrivato però a destinazione scopre invece tutt’altro, viene accolto in maniera cordiale, impara subito il loro dialetto e viene accolta in maniera calorosa. Si instaura un rapporto di amicizia che giorno dopo giorno diventa sempre più forte. Ha ritrovato una sua dimensione che aveva perso da molto tempo. Lo stereotipo del Nord in lui si era frantumato. E come dice in una battuta del film

«Uno straniero che viene a Bergues raglia due volte: quando arriva, e quando riparte.»

Dal film alla vita reale

Da questa visione mi è nata una riflessione di come molto spesso le persone affrontano i viaggi pieni di pregiudizi. Gente che va a visitare luoghi con degli stereotipi che, una volta arrivato sul posto quasi si arrabbia a on trovarli. Ci sono delle persone che amano talmente tanto il loro territorio, che non accettano quasi l’idea che ci possa essere qualcosa di diverso. Sono quelle persone che come dormono nel loro letto non dormono da nessuna parte. Ho come gli cucina il piatto la mamma nessun altro può competere.

La causa di questa immobilità e sicuramente causata dal fatto che queste persone, che non sono poche, non abbiano mai fatto delle grandi esperienze di viaggi forse, magari in una situazione hanno subito un inconveniente spiacevole, che può capitare, che li abbia segnati. E purtroppo questo modo di essere si riflette anche sulla loro vita quotidiana, nelle loro azioni e comportamenti. Come poterne uscire? Semplicemente zaino in spalla e partire, andando alla scoperta di culture nuove e provando sapori e gusti diversi.

Mia esperienza personale, la prima volta che andavo in Marocco da solo, un po di timore l’avevo, ma poi scoperte le persone e la loro cultura pian piano mi sono lasciato andare, diventando poi un habitué della Medina di Marrakech. E’ sicuramente per me stata un esperienza bellissima che mi ha aperto moltissime occasioni, facendomi scoprire luoghi e posti fantastici.

I pregiudizi non vanno in valigia

Con questo no voglio dire di andare all’avventura senza cognizione di causa, giustamente dobbiamo informarci e conoscere questi luoghi . Per cui non andiamo alla cieca, ma siamo comunque razionali ma senza stereotipi.

Per cui dopo questa mia breve riflessione, vi auguro di viaggiare e lasciate a casa i vostri pregiudizi, ma lasciatevi rapire dal piacere della scoperta di nuove realtà e sapori. Buon ZWIN a tutti

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