MAROCCO DA SCOPRIRE : CHEFCHAOUEN

Ciao a tutti amici di ZWIN, oggi un altro capitolo del Marocco da scoprire, scopriamo una delle città sicuramente più conosciute del Marocco, con la sua Medina particolare tutta monocromatica. Prima di spiegarvi cosa vedere, iniziamo col parlare brevemente della sua storia e della caratteristica principale: il blu.

Chefchaouen non nasce con le pareti dipinte di blu, nasce con le porte dipinte di verde come da tradizione musulmana. Solo negli anni 30 è stato introdotto il blu. Ma perché?!

Ci sono diverse tesi. Alcuni dicono che le case siano state pitturate di blu per tenere distanti zanzare e moscerini. Altri, invece, sostengono che il blu sia stato utilizzato dagli ebrei per donare alla città il colore del paradiso. Fatto sta che Chefchaouen, grazie a questo blu, è diventata un luogo magico, uno tra i più fotografati di tutto il Marocco.

Chefchaouen  fondata nel 1472, ha origini relativamente recenti. In questi “pochi” anni di vita è stata comunque al centro di parecchie attenzioni. Fu fondata per divenire la base da cui attaccare i portoghesi a Ceuta (città che ora è spagnola). Nel passare dei secoli accoglie popoli di origine andalusa che ne determinano mutamenti strutturali ancora evidenti. Chi ha avuto modo di visitare l’Andalusia, noterà molte somiglianze, molte sfumature e caratteristiche che si ritrovano anche in città spagnole come Tarifa o Granada. La commistione tra cultura araba ed andalusa è infatti una costante anche nel sud della Spagna.

Chefchaouen, tra l’altro, venne occupata dalle truppe spagnole nel 1920 per essere poi liberata nel 1956, anno dell’indipendenza del Marocco.

COSA VEDERE A CHEFCHAOUEN

La Medina

Chefchaouen è una cittadina molto piccola e l’unica attrazione per i turisti è la sua Medina blu. A differenza della Medina di Fés, dove è più facile perdersi che orientarsi, nella Medina di Chefchaouen, si può passeggiare tranquillamente, senza che sia necessario lasciar cadere molliche di pane per ritrovare la strada di casa. Gira e rigira, fotografia dopo fotografia, ci si ritrova sempre nella piazza centrale, Place Uta-El-Hammam, dove si affacciano ristoranti e negozi di souvenir.
Vi confesso di essere un po’ in difficoltà a stilare una lista di cose da vedere a Chefchaouen, perchè la perla blu è un susseguirsi di scorci pittoreschi, ma il bello è proprio riuscire a scovarli da soli. Il mio consiglio è questo: lasciate nello zaino orologio e mappa e iniziate a passeggiare per le stradine della Medina, facendovi guidare dal vostro fiuto di cacciatori di angoli fotogenici; se poi, dopo aver percorso le stesse strade decine e decine di volte, manca all’appello uno scorcio che avete visto su Instagram e non riuscite proprio a trovarlo… fate come ho fatto io: indicatelo in una cartolina a qualche negoziante, e lui sarà ben felice di mostrarvi la strada per raggiungerlo (specie se avete acquistato qualche calamita nel suo bazar!).

Il panorama dalla Moschea Spagnola

Camminare tra le stradine di Chefchaouen ha solo due controindicazioni: l’insistenza dei venditori di kif e la difficoltà di allontanarsi dalla Medina, il cui colore ha un effetto ipnotico. Fidatevi, però, se vi consiglio di allontanarvi dal centro per una mezz’oretta, magari quando sta tramontando il sole: giusto il tempo di fare una passeggiata fino alla Moschea Spagnola che sovrasta la città. Da lassù si gode di una vista meravigliosa sulla chiazza blu di Chefchaouen. Per arrivarci basta seguire le indicazioni partendo dalla porta nord-orientale della Medina: si passa per un ponte e da lì parte un sentiero in salita (alla portata di tutti).

 

Spero di avervi messo la voglia di scoprire queste viette blu della medina, augurando a tutti un esperienza ZWIN, buona scoperte del Marocco, The trip goes on

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